pagina in costruzione
Alle Radici della Preistoria

le pitture rupestri preistoriche della Balma dei Cervi di Crodo
Going to the roots of prehistory

the prehistoric rock paintings of the Deer shelter of Crodo
L’arte rupestre delle Alpi rappresenta l’archivio iconografico delle popolazioni e delle culture che hanno abitato le valli alpine dalla più lontana preistoria.

Pagine di pietra che hanno sfidato i millenni e che sono ancora in grado di comunicare, per chi le sa leggere, i messaggi loro affidati, ma anche irripetibili testimonianze archeologiche, che spesso costituiscono i più antichi beni culturali dei nostri territori montani.

Tra questi reperti, le pitture rupestri costituiscono l’elemento più affascinante, ma nello tempo più delicato, maggiormente soggetto ai danni del tempo e ai rischi di degrado antropico – non pochi i casi solo negli ultimi decenni di irrimediabili danneggiamenti; proprio per questo sono la parte più rara e preziosa di tutta l’iconografia rupestre, da proteggere e valorizzare con la massima cura.

Tra queste pareti dipinte nella preistoria quella della Balma dei Cervi di Crodo (VB), scoperta nel 2008 da Livio Lanfranchi di Crodo, e così chiamata in quanto frequentata da questi grandi erbivori, è sicuramente una delle più importanti, se non la più importante di tutto l'arco alpino; non ha eguali infatti per l'interesse delle scene, per la conservazione delle figure e per l'estensione del pannello istoriato.

Il riparo (balma, in accezione dialettale piemontese indica un riparo roccioso) è localizzato in un'area di bassa montagna nello splendido ambiente alpino della valle Antigorio, alla base di un'imponente falesia rocciosa lunga alcune centinaia di metri. Le pitture occupano una fascia su parete verticale di 6 m per 1,5 di altezza, popolata da una quarantina di figure dipinte in rosso, che mostrano personaggi umani schematici in atteggiamento di movimento, verosimilmente in occasione di attività rituali o di danza, attorniati da una serie di puntini allineati. Sono tutti elementi tipici delle pitture schematiche preistoriche, diffuse dalla penisola iberica sino alle Alpi occidentali; per le fasi più antiche risalgono agli inizi del V millennio a.C., Neolitico Medio, e costituiscono pertanto la più antica testimonianza del popolamento umano sedentario in queste zone.

È palese la grande qualità e valenza, in senso archeologico, artistico e culturale, del bene a cui si riferisce il presente progetto, che non è esagerato definire estremamente prezioso, quasi unico.
The Alpine rock art is the icon archive of peoples and cultures who inhabited alpine valleys since the most ancient prehistory.

Pagine di pietra che hanno sfidato i millenni e che sono ancora in grado di comunicare, per chi le sa leggere, i messaggi loro affidati, ma anche irripetibili testimonianze archeologiche, che spesso costituiscono i più antichi beni culturali dei nostri territori montani.

Tra questi reperti, le pitture rupestri costituiscono l’elemento più affascinante, ma nello tempo più delicato, maggiormente soggetto ai danni del tempo e ai rischi di degrado antropico – non pochi i casi solo negli ultimi decenni di irrimediabili danneggiamenti; proprio per questo sono la parte più rara e preziosa di tutta l’iconografia rupestre, da proteggere e valorizzare con la massima cura.

Tra queste pareti dipinte nella preistoria quella della Balma dei Cervi di Crodo (VB), scoperta nel 2008 da Livio Lanfranchi di Crodo, e così chiamata in quanto frequentata da questi grandi erbivori, è sicuramente una delle più importanti, se non la più importante di tutto l'arco alpino; non ha eguali infatti per l'interesse delle scene, per la conservazione delle figure e per l'estensione del pannello istoriato.

Il riparo (balma, in accezione dialettale piemontese indica un riparo roccioso) è localizzato in un'area di bassa montagna nello splendido ambiente alpino della valle Antigorio, alla base di un'imponente falesia rocciosa lunga alcune centinaia di metri. Le pitture occupano una fascia su parete verticale di 6 m per 1,5 di altezza, popolata da una quarantina di figure dipinte in rosso, che mostrano personaggi umani schematici in atteggiamento di movimento, verosimilmente in occasione di attività rituali o di danza, attorniati da una serie di puntini allineati. Sono tutti elementi tipici delle pitture schematiche preistoriche, diffuse dalla penisola iberica sino alle Alpi occidentali; per le fasi più antiche risalgono agli inizi del V millennio a.C., Neolitico Medio, e costituiscono pertanto la più antica testimonianza del popolamento umano sedentario in queste zone.

È palese la grande qualità e valenza, in senso archeologico, artistico e culturale, del bene a cuii si riferisce il presente progetto, che non è esagerato definire estremamente prezioso, quasi unico.

home